La vita negli eco-villaggi è sicuramente diversa dalla vita nelle città affollate e caotiche. Se l'uomo avesse capito tempo addietro cosa gli sarebbe successo se avesse costruito oltre le proprie possibilità, avrebbe preso una strada diversa.

Sono stato al raduno pochi giorni, rispetto al gruppo di ragazzi che a partecipato al campo volontario, dall'inizio della settimana per organizzare l'accoglienza di circa 250 persone, che tra sabato e domenica erano diventate circa 400. Quei ragazzi, anche dovendo sacrificarsi per preparare l'accoglienza, erano soddisfatti più del periodo pre-raduno che dello resto: come accade nel "sabato nel villaggio", e più bella la preparazione della festa, quando ancora ci si prepara addobbando e abbellendo il podere in pietra, lontano dalla strada asfaltata; quella strada dove sta il cimitero di Gerfalco, ove nelle vicinanze, c'é un parcheggio per chi doveva partecipare al raduno. Il più dei visitatori lasciava l'auto in quel parcheggio, per scendere poi a piedi, lungo la strada sterrata e ripida dove le auto senza trazione integrale facevano fatica a ritornarvi in salita.

All'accoglienza c'era una tenda, piccola da campeggio di un colore che s'intonava all'atmosfera "verde" del posto, fatta di alberi e luoghi ombrosi.

Il Raduno era fatto di attività organizzate ma anche "no", come si dice in gergo oggi; ogni attività programmata sulla carta risultava infatti diversa da come la si era pensata: poiché ogni essere vivente quando s'incontra con la natura, esce per un'attimo dal suo pensare nevrotico, caratteristico della società "moderna e avanzata", e si ritrova ad armonizzarsi in una organizzazione naturale delle cose.



La sera, all'imbrunire, prima di cenare, veniva chiamata la formazione a cerchio. Il cerchio é un rituale per il rafforzamento della comunità dove le persone si distribuiscono in uno o più cerchi, uno all'interno dell'altro; il cerchio serviva nel raduno ad ascoltare l'organizzatore, che stabiliva le poche regole comunitarie necessarie a regolare il consumo dell'acqua non potabile per uso igienico, e a fissare gli orari di silenzio oltre il quale bisognava rispettare la volontà di chi aveva deciso di ritirarsi. Subito dopo all'interno del cerchio, vi entravano i ragazzi volontari del campo, con pentole e ceste di pane integrale da dividere tra tutti i componenti del cerchio. La cena era sobria, ma di una sapore naturale che non aveva nulla da invidiare, ai piatti ricchi di altre cose, che la maggior parte delle persone hanno nel quotidiano. Finita la cena, fatta sia di pane e verdure che di momenti di condivisione, la gente si riuniva intorno al fuoco; fatto con la legna che il bosco circostante regalava, quando alcuni degli alberi che vi appartenevano giungevano alla fine del loro ciclo vitale, rendendosi disponibili ad essere abbattuti, onde evitare di essere un pericolo per i loro fratelli, che ancora avevano il compito di creare un luogo ombreggiato e protettivo per gli animali del sottobosco. Quel fuoco, durava fino a notte inoltrata, e la musica dei vari strumenti lo circondava creando un'atmosfera magica che rendeva quel prato poco inglese, un luogo di divertimento spontaneo dove le persone viventi erano integrate l'una con l'altra.

Svegliandosi al mattino, si respirava un'aria fresca ed insolita, per chi era abituato alla città, anche in pieno luglio si necessitava di una felpa, quando il sole era già alto dietro la collina da cui si osservava il lato destro del podere; su quel lato c'è una doccia e delle vasche per lavare le stoviglie, sistemate in modo da poter riutilizzare l'acqua che sempre più risultava preziosa man mano che se ne esaurivano le riserve. Subito dopo aver lavato le stoviglie, ci si poteva servire sul banco in legno della cucina all'aperto: caffè, te, frutta e altri tipi di tisane preparate dalla casa.

       CONTINUA . . . .



























prima striscia

---PRIMA STRISCIA---

Questa è la rassegna fotografica del raduno ecovillaggi del 2010; quest'anno è stato tenuto a Montieri.
Le immagini sono modificate rispetto alle originali, alcune anche per motivi di privacy; altre perché sono verticali adattate e ritagliate per le anteprime che vedete qui sotto.
Le foto a massima risoluzione sono per chi ha partecipato al raduno.
Chiunque volesse una foto ne può fare richiesta se si riconosce in una delle foto, indicando il numero.
Esempio: vorrei la foto "prima striscia 23"









Seconda striscia



---SECONDA STRISCIA---

Le foto della seconda striscia sono fortemente modificate per ovviare ad un errore del laboratorio, che ha messo la pellicola negativa nel bagno chimico della DIA. Dovreste guardare gli originali per capire di che si tratta.
Comunque, ho chiamato questa pellicola DIA-negativa, lo ritoccata, ed ecco il risultato.







28/07/10

messaggio per gli invitati

Per tutti coloro che sono stati invitati come autore: sono graditi i post sul blog.

3 commenti:

  1. come gocce d'acqua su di un vetro ci cerchiamo per diventare tutt'uno.

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  2. ciao samuele, complimenti per il resoconto fotografico del RIVE!!!
    Sei uscito bene nella foto mentre "suoni " lo jambèe...è quella che ti ho fatto io, sono nino!!
    A presto al prossimo RIVE
    o magari prima
    Nino wild roots

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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